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IL GRANDE ALBERO: IL SEGRETO DEL RISVEGLIO

di Giovanni M. Quinti

 

Il Libro di Daniele prosegue con il racconto di un secondo sogno del Re Nabucodonosor. A differenza dei capitoli precedenti in cui i fatti vengono narrati in terza persona, qui è il re stesso a testimoniare l’evento:


“Il re Nebucadnetsar a tutti i popoli, a tutte le nazioni e lingue, che abitano su tutta la terra. La vostra pace abbondi.  M'è parso bene di far conoscere i segni e i prodigi che l'Iddio altissimo ha fatto nella mia persona. Come son grandi i suoi segni! Come son potenti i suoi prodigi! Il suo regno è un regno eterno, e il suo dominio dura di generazione in generazione. Io, Nebucadnetsar, stavo tranquillo in casa mia, e fiorente nel mio palazzo. Ebbi un sogno, che mi spaventò; e i pensieri che m'assalivano sul mio letto, e le visioni del mio spirito m'empiron di terrore”
(Daniele 4:1-5)


Questo articolo analizza il secondo sogno fatto da re Nabucodonosor, di cui ci parla il Libro di Daniele dell’Antico Testamento.  Un’interpretazione, in chiave cabalistica ed esoterica che non troverete mai nei testi “ufficiali” della Chiesa istituzionalizzata. 


Articoli correlati presenti in altre pubblicazioni:
“Il Profeta Daniele”
“Il sogno di Nabucodonosor” (Prima parte)
“Il sogno di Nabucodonosor” (Seconda parte)

“I Centri Superiori ed i Sogni”

   
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