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Gennaio 2010  
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I MOVIMENTI DI GURDJIEFF

di Montse Roldán

 

Gurdjieff parlava di quattro stati di coscienza. Il sonno, la veglia, il ricordo di sé e la coscienza oggettiva. L’uomo crede di possederli tutti e quattro, ma in realtà ne conosce solo due. Il sonno e la veglia, dove quest’ultima corrisponde in realtà a
un’altra forma di sonno. Quando accettiamo che stiamo dormendo, che nasciamo e moriremo addormentati se non facciamo qualcosa per svegliarci, può sorgere in
noi la necessità di fare un lavoro.

Le danze sacre erano considerate dal maestro armeno G.I. Gurdjieff uno strumento importantissimo per il lavoro su di Sé. Non a caso, egli, tra tutti gli appellativi che gli erano stati attribuiti si riconosceva in quello di “maestro di danza”. L’articolo ci spiega in modo molto semplice ed empirico la funzione delle danze, come lavorano sui centri motore, emozionale ed intellettuale dell’uomo e a quali ostacoli può andare incontro chi prova a cimentarsi in questa forma d’arte.

 

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