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IL PROFETA DANIELE
Di Giovanni M. Quinti
Quando una persona raggiunge uno stato di particolare sensibilità grazie ad un esercizio, la utilizza per accedere ad un nuovo e rinvigorito ascolto dei suoi Centri Superiori. Qualsiasi altro obiettivo, al di fuori di questo, non potrebbe mai soddisfare il primo principio esposto in questo articolo.
Esattamente come fece Daniele che vivendo da deportato in un paese non suo aveva la necessità di attingere ad una riserva superiore di energia. Come profeta, essendo a conoscenza della potenza di certe pratiche, desiderò applicarle per mantenere vivo ed incontaminato il suo Contatto con la Fonte. Questa decisione non fu determinata da un suo capriccio, né da una moda, ma da circostanze esterne precise e contingenti.
Le conoscenze esoteriche sui cui si fondano i principi della cabala provengono interamente dall’interpretazione dei libri dell’Antico Testamento. Il libro del profeta Daniele è, tra tutti i testi che compongono la Bibbia, uno dei più importanti per lo studio degli antichi misteri. In questo articolo, il primo di una serie su questo profeta, vengono svelati i significati nascosti nell’episodio narrato in Daniele 1:15. L’attento studioso di esoterismo non può lasciarselo sfuggire!
Articoli correlati presenti in altre pubblicazioni:
“Il sogno di Nabucodonosor”(Prima parte)
“Il sogno di Nabucodonosor” (Seconda parte)
“I Centri Superiori e i Sogni”
“Il grande albero: Il Segreto del Risveglio”
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